lunedì 19 ottobre 2009

Axel in Zaragoza 7

10 giorni di festa sono tanti, forse troppi, ma adesso che tutto è terminato e che poche ore di sonno mi separano nuovamente dai banchi di scuola uno strano mix di sensazioni mi sta dando il carburante necessario per scrivere questo post che ha un inizio ma che come molte volte accade non avrà una fine (o forse si?). Ci risiamo, a 23 anni mi ritrovo ad avere quello spiacevole sentimento che si prova quando alla domenica sera ti rendi conto che non hai studiato quei tre merdosissimi capitoli di storia e un viscidissimo presentimento si insinua nel tuo cervello: domani la professoressa interrogherà senza alcun dubbio te.
Ma non è solo questo.
E' anche la paura che momenti così spensierati volino via lontano da te. Paure e cattivi pensieri portati forse da una vita sregolata senza luce del sole e di kebab alle 4 di mattina, il fisico e la mente non sono al massimo della lucidità (verdad? Creo que si). Io non so come raccontare in queste poche righe 10 giorni che sembran cominciati 1000 anni fa, un lunghissimo giorno lungo 10 giorni senza connessioni con lo vita reale a cui io ero abituato fino a 2 settimane fa. Certo potremo discutere su cosa sia reale o meno, ma la filosofia spiccia delle 2 di mattina è un qualcosa che adesso eviterei molto volentieri, un po' perché voglio andare a dormire un poco perché la filosofia delle ore piccole va affrontata con qualcuno nel tuo stesso stato mentale: dibattiti e discussioni sull'esistenza dell'universo come se stessi parlando dell'ultimo goal di Totò Schillaci (no, non so da dove mi è venuta... probabilmente in questo momento mi sono morti circa un milione di neuroni e questo è il risultato).
Ho racimolato una manciata di aneddoti da raccontare ai miei nipoti quando sarò nonno, come quella volta che sono stato incornato da una vacca in mezzo ad una arena piena di ubriachi, accerchiata da ubriachi e con un fracasso-festoso-spagnolo, memorabile (come l'ora - 8.00 A.M.). Volete poi sapere come ci si riduce ad andare a dormire tutte le mattine molto tardi o molto presto, cioè tardi... cioè... Appunto.
Ora finalmente molte cose che avevo in testa sono sparite o meglio fanno parte di questo post e con la testa più leggera posso finalmente godermi queste 5 ore di sonno.

giovedì 8 ottobre 2009

Axel in Zaragoza 6


Ho passato abbondantemente il primo mese qui e che cosa ti può capitare dopo un mese? Ti capita che se torni a casa alle 3 di mattina tutti ti guardano di storto. Capita che incominci ad apprezzare i semi di girasole salati che qui chiamano PIPAS. Capitano molte cose, ma oggi (un ora fa) son rimasto piacevolmente sorpreso da una cosa, ora ve la racconto.
Immaginate.
Immaginate che la serata stia scivolando via, divertente si, ma come tutte le altre infondo. Immaginate poi che si decide di cambiare locale, solo un poco più in la. Andiamo a trovare un amico che adesso lavora li, vi va? Bene, andiamo. Il locale è piccolo e per terra ci sono montagne di bucce di pipas, ma qui in Spagna è normale, non è zozzo, è "caratteristico". Il locale sta per chiudere, e le serrande sono abbassate. Immaginate. Adesso corron le voci e i sorrisi e le occhiate fanno intendere che qui la serata non sta per finire, ma sta per cominciare. Dopo che tutti i clienti del locale se ne sono andati e dopo aver spento tutte le luci del bar (ma non quelle del bancone) noi eravamo ancora li. Una cerveza doble malto porfavor, gracias. Gracias.

domenica 4 ottobre 2009

Puttane e puttanieri

Io sono io e son diverso da te, da lui e dall'altro, nessuno è uguale ad un altro.
Per me tu sei un individuo con una tua vita e con anni di esperienze e pensieri che non posso nemmeno immaginare.
Io sono il Ninja e se non capisci questa frase, rileggiti per intero il mio blog.
Cerca di capire che come tu hai una tua vita, io ne ho un'altra del tutto differente quindi non utilizzare il metro della tua vita per misurare la mia o quella degli altri.
Se alle 5 di mattina mi metto a scrivere queste stronzate è solo per un motivo, sono incazzato. Sai perché sono incazzato?
- Perché ho ragione
- Perché anche io stavo per usare un metro sbagliato (che coglione)
- Perché sotto gli occhi avevo l'esatto opposto di quello che mi volevi far passare per verità assoluta

Adesso cerco di dormirci su, tanto domani è un altro giorno.

venerdì 2 ottobre 2009

Axel in Zaragoza 5

Mirate, questa è la condizione di un uomo, senza certezze e con sonno arretrato, ma con il senso del dovere. Dopo l'ennesima notte di musiche e balli indecenti arriva all'uni con ossa e muscoli indolenziti dalla luce solare, manco fosse un vampiro.
Mirate io vi prego questo povero uomo che arriva a toccar e a sfiorar la porta che che divide un mondo roseo e felice da lezioni in lingua romanza di non facile comprensione.
Ecco io vi dico, le lezioni invero non ci sono, l'orario è fasullo e con triste espressione e vinto dalla stanchezza non riman che dormire sulle dolci panchine di questo corridoio accogliente morbido e silenzio...zio...zi..zi..zzzzzz.

sabato 19 settembre 2009

Axel in Zaragoza 4

Dopo 2 settimane lontano da casa mi guardo indietro e miro la strada percorsa. Lunga, piena di curve e con un paio di spine, ma qui ora mi diverto, ho nuovi problemi e nuovi amici, io qui vivo. Ho una seconda vita e non voglio sprecarla, mi sento a casa come se fossi stato qui da sempre. Mi piace parlare in in spagnolo, parlare in inglese e perché no? Francese. Conosco ogni giorno nuove persone e nessuna di esse ha la puzza sotto il naso, non hanno pregiudizi e vivono la vita come gli casca addosso. Siamo tutti uguali qui, l'unica cosa che ci separa è un leggero difetto di pronuncia ma sapete cosa vi dico? Chi se ne fotte. Io amo questa città e se non potete capirmi, provateci.

Qui è Axel che vi parla, un altro giorno se ne è andato e ora non resta che serrare le tapparelle, spegnere la luce e finalmente andare a dormire finché il pomeriggio non mi risveglierà.

PS: domani che giorno è?

lunedì 14 settembre 2009

Axel in Zaragoza 3

Tutto è pronto, la manopola ha fatto cracracrac, il detersivo è al posto giusto e l'ammorbidente pure... è ora di fare la mia prima lavatrice, schiaccio il pulsante on. clac. Con un solo dito, una centrifuga di metallo comincia a ruotare e a fare quel rumore che tutti noi conosciamo sin da bambini ma adesso è diverso, ora quel potere l'ho scatenato io, ora sono io che mi lavo i vestiti, che uomo.

Nella attesa che il miracolo del pulito si rinnovi un altra volta ho deciso di saltare qui da ste parti e jo te puedo dir che si tu no habla español no tenemos problema because we can talk in many other languages como el frances! Parlez vous francais? Jo tambien...ma es muy dificil jo preferisco l' english bacause I use to read some books or slides in english to learn the university lessons! Well I know puede sembrar un bordel ma no es un problema aqui... tu puede hablar como te par, tanto tenemos una parabla jolly che puede utilizar por todo la cosas... vale! Vale? Vale...

I discorsi tra tedeschi, francesi, olandesi e italiani tengono un idioma como esto... es muy funny!

Buenas noches!
Bon nuit!
Buona notte!
Good night!
iejsdn sefdoisjdf!
aksjda asfkjsdnvlo!

Remember, 4 Chupitos de tequila no es mucho ma es mejo che nada!
Tu es un cabron.... hodder!

Se non avete capito niente, non vi preoccupate... io sono 12 giorni che non capisco una minchia (ma sto imparando il siciliano!)

sabato 12 settembre 2009

Axel in Zaragoza 2

E’ una settimana che vivo qui e mi sembra di stare qui da 7 giorni, è fantastico.
Lo spagnolo non ha fatto grossi passi in avanti, ma pazienza… a occhio e croce avrò a disposizione altre 40 settimane per queste cose di secondaria importanza.

Finalmente posso cantare per le strade con la musica nelle orecchie e se la gente mi guarda cosa me ne frega, tanto sono in erasmus!
No vabbè, non è vero. Lo faccio solo verso le 2 di notte quando per strada non c’è più nessuno.

Durante le serate erasmus il centro diventa una bolgia piena di studenti universitari che parlano spagnolo anzi no francese ma anche inglese e forse italiano. Tutti li a condividere quel metro quadrato tra urla, schiamazzi e gente che si traveste.

Sembra presto per dirlo, chissà quante cose cambieranno ancora quando cominceranno le lezioni, ma qui è come dire… una figata? Si, una figata.
Sapete perché? Perché la città ha bisogno di un re, e io sono qui per questo.

martedì 8 settembre 2009

Axel in Zaragoza 1

Spiegatemi un fatto, la maggior parte delle persone a cui ho raccontato che avevo intenzione di partire per l’erasmus rimane entusiasta e finisce la sua frase di approvazione con un “fai bene a farlo, parti solo va...” però le stesse persone non lo faranno mai.
Il giorno più duro è stato quello della partenza dopo aver salutato i miei, spaesato come un bambino persosi in mezzo al mercato in piazza. Mamma? Papà? Amici? Dove erano finiti tutti?
In queste 3 notti zaragoziane ho scoperto che lo spagnolo non è così semplice come credevo e che “hasta loco” è un modo ganzo di salutare le persone. I miei coinquilini sono ancora tutti da scoprire, ci sono problemi di comunicazione e per problemi di comunicazione intendo che ci vogliono diversi minuti di grugniti e gesti per capire che quella è una bistecca e si dice… non ricordo, dannazione. C’è Aurora che è francese è studia spagnolo e Gesù è nella camera confinante con la mia. Poi c’è una ragazza tanto strana quanto simpatica di cui non ricordo il nome, qualcosa con tante “s” mi pare, tipo “shashasahrahrasrhs”. La città è bella è la temperatura è perfetta. Si cammina volentieri ovunque, tutto è nuovo e sebbene esistano monumenti e costruzioni antiche sembra che la città sia stata costruita ieri, tranne il mio alloggio ovviamente, qui è tutto un po’ più vecchio. Non mi sto lamentando sia ben chiaro, la mia stanza mi piace è abbastanza grande e il letto è a una piazza è mezza forse, è comunque più largo di quelli che ho avuto in passato. Non ho ancora capito perché la polizia qui si diverta ad accendere le sirene, pure i poliziotti spagnoli sono tamarri. Oggi sono stato colpito dalla reazione di una segretaria dell’università ad una mia domanda, gli ho chiesto: “ci sono luoghi in città pericolosi da cui dovrei stare alla larga?”. Lei fa spallucce e poi nega con la testa e il labbro inferiore rivolto verso il basso: “No Zaragoza non è una città pericolosa, qui è tutto calmo”. Stiamo parlando di una città che ha 600.000 abitanti, non sarà grande come Torino ma quasi, e io non direi ad uno straniero di girare da solo ai Murazzi di notte. Anche se stupito ci credo abbastanza alle affermazioni della segretaria, nei miei giri di perlustrazione non ho avuto maniera di credere il contrario. Mancano ancora un po’ di ingredienti al mio anno qui lontano dal Tanaro e dal Po:

-Inizio delle lezioni
-Nuove amicizie
-Vita notturna
-Capire qualcosa di spagnolo

Ma dalla mia parte ho 10 mesi e tanta buona volontà, chi vivrà vedrà… e io ho una voglia matta di vivere.

venerdì 4 settembre 2009

MENO UNO

Eccolo il giorno del tutto per tutto, racchiuso in questo quadratico gioco di parole si cela la velocità di questo mio tempo, un po' troppo instabile, che mi ha proiettato in questo quando senza pensieri e senza aver modo di formularli.
Sempre troppo preso, sempre troppe cose da fare, sempre troppi troppo.
In questi mesi batterò un sacco di record tra cui quello del numero di giorni più lontano da casa... in un futuro così pieno di incognite stare lontano dalla propria terra moltiplica all'infinito il peso dell'incertezza, ma cosa ci vuoi fare? Correre è l'unica soluzione se non si vuol cadere in preda del panico e del terrore... giusto? Giusto.

[Soddisfatto, vedo che cominci a capire come funziona]

Non ho risposte a tutte le tue domande, ma vado in Spagna per cercarle e se avrai la pazienza di aspettare me, ti racconterò quel che c'è la fuori senza te.

martedì 1 settembre 2009

Gli ingranaggi: discorso da ubriaco udulcorato da sbiascichii e frasi senza senso.

Gentili signori, amici, non amici, nemici… vi ringrazio per esser venuti a divertirvi e ad ubriacarvi assieme a me. Questa serata non sarebbe stata possibile senza l’accondiscendenza di Filippo il nostro angelo custode, quindi farei un applauso dedicato a lui. Detto questo ci vorrebbe un applauso per ognuno di voi, ma siccome siete in troppi potreste farne uno a me.

Arriva il tempo in cui i meccanismi della vita fanno uno scatto in avanti, in modo netto e disarmante. A me sta succedendo questo, forse anche a voi.
Questo scatto mi catapulterà lontano da qui, da voi e dal mondo che conosco, lanciato verso l’ignoto dovrò imparare una nuova lingua, riconoscere i nuovi orizzonti e un metodo rapido per fare amicizia . Molti mi chiedono perché parto, ma la verità è che non ho una risposta precisa da dare, posso solo dire che è un esperienza che difficilmente potrò ripetere in futuro e siccome la vita è fatta di esperienze vissute e non di esperienze che avresti potuto vivere… beh, allora io parto.

Prima di partire però, voglio che questa notte rimanga nei vostri cuori, voglio che questa notte faccia scattare migliaia di ingranaggi…

prima che capiti qualcosa... seconda parte

LEI: Scusa? Non vorrei esser maleducata ma cercavo le chiavi di casa... puoi ripetere?

Eh? Cosa? Io? No, niente... si avevi ragione, ti ho rigato la macchina.




venerdì 28 agosto 2009

prima che capiti qualcosa...

Senti non so come dirtelo cioè io, boh guarda non l'ho fatto a posta eh? E' successo e basta. Noo ma cosa dici non ti ho rigato la macchina... comunque dicevo (schiarimento di voce) lo so che ci conosciamo poco però sai, insomma quello che voglio dire è che...

DRIIIIN

Mannaggia ma chi è che mi sta telefonando adesso! Pronto? Si sono io. Ah, certo certo si sta sera ci sono, come dici? Mmmmh, occhei facciamo per quell'ora, passo e chiudo ciao.

CLACK

Dunque, stavamo parlando di quelle cosa che ti dovevo dire ve...

BAU BAU

Ma di chi è questo cane? Ma porca miseria teneteli legati questi cani! Si, si...buono buono eh si tu si che sei bello bau bau, ma che pelo morbido! Oh, non si preoccupi signora mi sono solo spaventato un attimo, si grazie! Buona giornata anche a lei.

FINALMENTE SE NE VA

(respiro profondo)

(segno della croce mentale)

Sentiprimachearriviqualchealtroimprevistovolevodirechemipiacimipiaciuncasino! bon te l'ho detto.

Fiuuuuuuuuu...


TO BE CONTINUED... MAYBE.

mercoledì 26 agosto 2009

Ci sono ho afferrato il momento!

No no, non ho voglia di spiegare per filo e per segno ma io ho afferrato il momento! Finalmente provo qualcosa e non è terrore o paura ma voglia di partire all'istante. Sapete no, quando ti aspetti delle cose e poi non accadono?Quando le persone che ti circondano un po' ti deludono? Ti sale un po' di acidità al cervello... ecco, io non voglio più sentire questa rabbia e l'unica cosa che mi viene in mente è partire e lasciare alle spalle questi cattivi pensieri. Quindi ricapitoliamo, io adesso voglio partire. Voglio partire Voglio partire Voglio partire Voglio partire Voglio partire Voglio partire Voglio partire Voglio partire Voglio partire Voglio partire Voglio partire.

domenica 23 agosto 2009

2 weeks before

Cos'è il genio?
"Amici miei" ve lo saprebbe spiegare e sebbene non centri nulla con il post che sto per scrivere volevo citare questo film perché è stato uno dei più belli visto negli ultimi mesi.

La partenza.
Più si avvicina il giorno della partenza e più sono le cose che ho da fare, posti in cui andare, amici e conoscenti da vedere. Come è possibile che oltre a questo non ci sia nulla? Dove è la mia paura di partire? Dove cazzo è l'ansia dell'ignoto? In alcuni momenti mi pare di percepire sensazioni simili... ma è solo un attimo, poi svanisce e io ritorno alla normalità, ritorno Axel e il Ninja fa il resto. Incoscienza? Forse. Ma tanto cosa ci volete fare, 2 settimane volano e io non posso che fare lo stesso.

lunedì 20 luglio 2009

Don't stop me now, Ninja is coming back!

In queste settimane di chiusura mentale causa esami preferisco andare a correre su per i colli (bolognesi) langaroli che mi circondano che non andare fino ad Alba ad allenarmi con la squadra, per 2 motivi:

1. Risparmio tempo
2. Sono fuori forma

Allora parto, e comincio un percorso ormai collaudato su per le vigne fino al castello del paese qui vicino. Le prime volte che provai questo percorso che in fin dei conti sarà poco più di 4 Km (andata + ritorno) ci misi un eternità, bisogna cercare la strada giusta e poi non sai se hai abbastanza energia per tornare indietro e allora ti riposi e cammini... un disastro.
Ma non tutto è perduto, anche se faccio schifo nella corsa lunga (se 4 Km posso esser chiamati corsa lunga) ho avuto modo di apprezzare paesaggi che sembran dipinti con il solo rumore di cicale interrotto dai miei piedi pesanti che corron su polvere. Il sole che picchia è quasi piacevole anche se la bocca asciutta non è dello stesso parere.
Oggi è stato compiuto un piccolo passo in avanti.
Solitamente arrivato al castello ormai morto, dopo la salita finale, recuperavo 3-5 minuti per poi tornare indietro ma con ulteriori pause all'avicinarsi di piacevoli discese trasformatesi in mostruose salite.

Oggi dopo aver ridotto il recupero a un minuto e mezzo (che in futuro sarà nullo) son ripartito verso casa. Sentivo le gambe che non erano particolarmente stanche, sentivo che il fiato c'era... ma la testa no.
Come sempre è lei che ti blocca e che è contro il cambiamento, magari le condizioni sono favorevoli, hai buone possibilità di farcela, ma la testa... no, la testa dice di no.
Allora avevo bisogno di fermarmi e di riposare per poi ripartire ma feci un passo in più del dovuto poi due poi tre... poi ho pensato che sta volta la mia testa non mi avrebbe fregato.
Io vado avanti.
Ho percorso in modo continuo l'intero tracciato senza fermarmi, ottenendo un nuovo record mondiale (si, perché probabilmente mai nessuno è andato a correre da quelle parti) e quindi fottiti cervello bastardo questa volta ha vinto il Ninja.

Il Ninja è tornato.