sabato 18 giugno 2011

Acquisto Compulsivo da Gadget Vintage: Polaroid...Instagram & Android




Ho trovato una polaroid in casa... preso dall'euforia è stato d'obbligo trovare poi 25 euro per 8 merdosissime pellicole.
Otto.
merdosissime.
Pellicole.
Venticinque.
Euro.
3 euro l'una.
Per una risoluzione equivalente a 320x320 pixel.
Mi vergogno, ma era l'unica maniera per sopperire alla mancanza di Instagram su Android.

PS: Scusate lo sfogo, ma c'è gente che è ancora sotto esami.

domenica 24 aprile 2011

Minimo Comun Denominatore

Il calore che arriva da ogni tuo vicolo così immensamente spagnolo, pieno di sudamericani e negozi gialli.
Bottiglie di pepsi riverse sul pavimento perché cadute qualche giorno prima dal tavolo.
Circoli al limite della legalità frequentati come se fosse del tutto normale.
Casa in equilibrio precario tra ordine e disordine.
Il GameBoy preso al cash converter all'angolo.
Il pollo e il cocco e il curry.
Gli zuccchini e le cipolle.
I piatti da lavare.
Fumi di menta.
Fumi di mela.
L'aula studio .
Il kung fu.
Il parco.
Le Lays.
La bici.
I flan.
Voi.
:)

martedì 15 febbraio 2011

Aspetta aspetta aspetta, S. Valentino era ieri?

Ci ho provato a trovare parole diverse, ho navigato tra il vocabolario e i pensieri, tra mari di sogni e incubi passati, ma non ho trovato modi diversi per cantare quello che ho dentro.
Non importano le variabili future, instabilmente complesse, complessamente numerose, numerosamente instabili, io ora sono così, tranquillo e sereno. Ma tu lo sai cosa provo, perché io mi vedo riflesso nei tuoi occhi, sai?
Ogni volta sono così vulnerabile con quella porta aperta sul cuore, ma mai son stato così cosciente del fatto che son forte abbastanza da potermi permettere di essere. Innamorato. Di te.

giovedì 30 dicembre 2010

Resoconto di un anno che ha fatto BOOM

Io, Axel. Risultato di una moltitudine di eventi, connessioni, emozioni e reazioni chimiche del tutto imprevedibili e continuamente mutabili, sono pronto ad analizzare il mio personale anno 2010, quello che ha fatto BOOM.

BOOM sul serio! BOOM alla grande.

Prima parte: Erasmus a gogo.
Ci sono due opzioni:
  1. avete letto i miei precedenti post sul mio anno in erasmus e quindi non avete bisogno che mi metta a raccontare nuovamente quale fantastichevole esperienza ho vissuto.
  2. non avete letto i miei precedenti post sul mio anno in erasmus: leggeteli.
Accenno semplicemente che è stata una delle esperienze più importanti della mia giovane vita, ok? L'erasmus ha contribuito a plasmare i miei ideali, la mia visione delle cose e consolidare alcune mie conoscenze della materia: ingegneria sociale.
Seconda parte: fine erasmus.
La depressione era alla porte. Ma non avevo tempo per deprimermi. Lavoro, lavoro, lavoro! Dopo un anno di relax, eccomi buttato in uno psico-vortice estivo pronto a risucchiare tutta la mia energia.
Parole, parole, parole! Parole, soltanto parole.... parole tra noiii.
Questa è stata la canzone per i mesi successivi al mio erasmus. Ho imparato tanto da quella esperienza, ringrazio quindi chi ha reso possibile vivere appieno questa sorta di schiavismo post-moderno, ma ringrazio ancora di più il mio cervello che, evidentemente, non è ancora pronto per farsi fregare.

Terza parte (che poi è anche l'ultima).
Dopo l'allucinante periodo erasmus e dopo lo schizofrenico periodo di lavoro, arriva la tranquillità, i viaggi (con lei), il teatro (con lei), il ristorante (con lei), Torino (con lei), dormire (con lei), io (con lei), arriva lei.

Finisce così il 2010, il più bel 2010 che io abbia mai vissuto.

Buon 2011, Gattoni!

domenica 31 ottobre 2010

Il Pilar, Halloween e il mio rapporto con le feste (magari alcoliche)

31 ottobre 2010
L'ho perso, ho perso il Pilar: la festa delle feste, il no plus ultra dell'ingegneria alcolica e ora mi guardo allo specchio e mi vedo sobrio, ma ad essere sincero... ho visto cose decisamente peggiori. Un anno fa mi ritrovavo a Madrid a festeggiare Halloween ora sono a casa mia tra le colline, piove e ancora non ho deciso dove passare la serata... la depressione meteoropatica dilaga (o allaga) il cervello mentre la pioggia cade incessante giù da quel grigiore incostante.

3 novembre 2010
Ma per fortuna ho l'asso nella manica, il mio sole personale, la carica del caffè più l'energia del cioccolato. Ho te.

sabato 16 ottobre 2010

post inaspettato

Percepisco questa pericolosa affinità, questo mescolarci insieme durante giornate intere...
Sei inaspettata e stupenda e per questo non m'importa del domani se son libero di baciare i tuoi occhi oggi.

I feel this dangerous affinity, this our mixing each other during entire days...
You are unexpected and wonderful, that's why I don't care about tomorrow if I can kiss your eyes again today.

martedì 7 settembre 2010

Axel in Zaragoza, again???



Here I am again!
2 settimane di studio a Zaragoza mi stanno facendo bene, anzi benissimo. Qui ho ritrovato amici, luoghi e tassi alcolici che mi hanno accompagnato per un anno intero. Un anno che risulta impossibile da dimenticare, intenso e pieno di ricordi e non-ricordi, quelli che ti immagini, che ti raccontano perché ricostruire completamente l'asse temporale di una serata risulta, a volte, impossibile. Allora eccomi qui a prendere la mia dose di erasmus-metadone, un surrogato di qualcosa che non ci sarà più ma che mi permette di tirare avanti... per lo meno fino alla prossima dose!
El Pilar esta siempre mas cerca y la dose tambien.

La foto di copertina è pubblicata per gentile concessione di Amparo&C. ®


lunedì 2 agosto 2010

Axel in Piedmont, waiting Zaragoza...again!

Oggi primo giorno di studio... gli esami a Zaragoza mi aspettano a settembre. Tra meno di un mese sarò di nuovo la a boccheggiare in mezzo alla desertica Aragona.
Tra un esame e l'altro ci sarà di sicuro la possibilità di rivedere molti amici e familiari erasmus... e non vedo l'ora di tornare la e gustare per un po' quell'atmosfera fatta mia in 10 mesi passati in Spagna. È tutto il giorno che ascolto una radio spagnola che mi proietta nella mia penisola iberica in anticipo di 30 giorni mentre la mente galoppa al mio primo tardo pomeriggio erasmus di quasi un anno fa, su un autobus pieno di gente con cui comunicare era impossibile mentre il caldo pezzava le ascelle e il sole era arancione sulla città.
Passato, presente, futuro e Zaragoza si mescolano in questa fresca giornata d'agosto e questo è di sicuro il mio pensiero felice, se avessi poi la cocaina di Trilli e Peter Pan, potrei anche mettermi a volare.

sabato 24 luglio 2010

Axel (not in) in Zaragoza: La vuelta

Un mese fa stavo cercado di vivere i miei ultimi giorni da erasmus (o forse notti).
Un mese fa stavo vivevo in un altra realtà, un mondo parallelo destinato a morire.
Un mese fa avevo altre prospettive, altri problemi e altri orari... ora convivo con i residui.

Questo era il mio programma:
Un estate passata a viaggiare per l'Italia in compagnia della mia famiglia erasmus, una settimana in compagnia della mia olandesina...

Un estate impeccabile che non esisterà mai.

L'unica variabile che è rimasta presente in questa fottuta espressione...sono io.
Togli l'olandesina, i suoi occhi e la sua pelle.
Togli la settimana con lei.
Togli il viaggio nel sud Italia, Napoli, Sicilia.
Togli la possibilità di incontrare la mia famiglia erasmus.
Togli tutto questo e rimango solo io.

Poi, aggiungi pure uno stage-lavoro inaspettato che spunta dal nulla che ti occupa la settimana, la mente e il futuro.
Un qualcosa che non capisci a fondo e che ti riempie la testa di domande che non trovano risposta.
Poi ci sono vecchi fantasmi che tornano, poi se ne vanno e poi ritornano.
Un weekend al mare diventa impossibile mentre solo un mese fa prendere aerei per chissà dove sembrava sempre e solo una questione di click al computer.

Scusate, ho saltato la narrazione dell'ultimo capitolo erasmus perché doloroso, perché complice della eliminazione di tutte le variabili a cui ero legato e su cui avevo deciso di contare. L'ultimo mese è stato uno shock. Il rientro alla vita reale è stato rapido, rimesso al mio posto duro e ruvido come se non fosse successo niente.
Ma qualcosa è successo, perché me lo ricordo, perché ne ho i segni...perché ne ho le prove.

Foto bizzarre, mappe di città spagnole, un dollaro nel portafogli e un vocabolario olandese...ho tutto il necessario, a mio avviso, per non credermi un pazzo allucinato.

martedì 6 luglio 2010

pillola 7

Ho cessato di nuotare nel mare dei tuoi occhi

venerdì 11 giugno 2010

Pillola 6

noi cavalchiamo i sogni, senza saper cadere dalla sella.

giovedì 3 giugno 2010

ERASMUS en Zaragoza 0: Version Española

Alguien me ayudo con la traducción, espero que aprovecháis de estas palabras.


El descubrimiento
Todo empieza con la soledad que puede durar un par de horas o quizas dias..
a mi me durò justo un dia..Pero la soledad se borra muy pronto. Claro, te encuentras alrededor de un desierto y no conoces a nadie, pero tambien hay otras cosas por la que te tienes que preocupar. Entender la fisionomia de la ciudad, arreglar los problemas burocraticos, buscar un piso y entender como poder interactuar la gente que, por supuesto, no habla tu lengua. cuando se concluye este primer periodo, durante el cual te preguntas como haras nuevas migas con personas desconocidas, como por magia, y de repente, pasas de la vida social igual a cero, a tener diez nuevos amigos, todo en una noche sola, y que luego pasaran a ser 20 y 30, etc.
Vas a clase, procuras entender lo que dicen los profesores y, poco a poco, empiezas a aprender la lengua y hablar con tus nuevos amigos se te ahce cada vez mas facil.
Hablas con alemanes, belgas, holandeses, franceses y espanoles...formas parte de un caleidoscopio cultural, del cual antes ignorabas su existencia.
“Tomas” las primeras borracheras, y los primeros dolor de cabeza y cuando llegan los Pilares y se cambian las costumbres ya es hora de..

La maravillas
Todo està hecho, ya formas parte de la tribu erasmus. Salir de fiesta por la noche a la una los miercoles empieza a ser la normalidad. Las borracheras aumentan y las amistades son cada vez mas fuertes. Ya entiendes todo cuando vas a clase, si vas a clase..y en tu cerebro hay estimulos de todo tipo, alguns fuertes y otros fuertisimos. Hay quien se salva y quien no se salvarà nunca, gente irrecuperable que ya ha perdido la razon que empieza a despertarse a las 5 de la tarde, comer kebab a las 6 de la manana y cada dia folla con gente diferente. es una maravilla del deterioro psicofisico donde lo que importa solo es gozar, de cualquier cosa y en cualquier momento, gozar. Viajar, fumar y perderse en los bares. Pero luego llegan los examenes, algunas personas te decepcionan, el dinero disminuye y las relaciones se complican, pero qué podemos hacer con esto?

es la vida.
Muchos de tus amigos y companeros de grandes batallas se despiden de ti y vuelven a casa, su erasmus ha terminado y a ti solo te queda llorar y seguir haciendo lo que mas sabes hacer: ir de fiesta. pero ya no es como antes. Estas mas cansado, aburrido, y el estudio empieza a ser tu obsesion. Luego para algunos llega el amor, para otros termina pero mas en general lo que pasa a lo largo de toda la vida...es tener problemas. Tambien en erasmus la vida llega hasta tu, y despues de haberte regalado este sueno estupendo sin demasiados problemas, empieza a poner presion a tu cabeza, al corazon, al estomago. Ya el tren de la vida ha vuelto a viajar otra vez, despues de una breve etapa el en pais de los juguetes. Todavia no se ha vivido el ultimo capitulo de esta historia pero ya has hojeado algunas paginas mas allà de este libro, para ver cual fuera el dibujo y el titulo de la ultima aventura, y con lees: adios Zaragoza.

mercoledì 26 maggio 2010

ERASMUS in Zaragoza 0

C'è il bello, il marcio e il sudore di ognuno di voi. Il riassunto delle nostre esperienze e la sintesi dei nostri pensieri, qui non parlo a nome mio, ma a nome nostro (se me lo permettete) e questo è suppergiù il minimo comune denominatore delle nostre storie a volte tangenti a volte parallele, quindi tangenti.

L’erasmus in 3 capitoli vissuti e uno no: La scoperta, Le meraviglie, La vita.

La scoperta
Tutto comincia con la solitudine che può durare un paio di ore o magari giorni… a me durò giusto un giorno. La solitudine però si cancella presto. Certo, ti ritrovi circondato dal deserto e non conosci nessuno, ma hai anche altro di cui preocuparti. Capire la fisionomia della città, metterti a posto con la burocrazia, buscar un piso e cerca di capire come interagire con il prossimo che ovviamente non parla la tua lingua. Finito questo primo periodo, in cui ti ritrovi a domandare come farai a creare nuovi legami con persone sconosciute, in modo magico e istantaneo passi da vita sociale uguale a 0 a 10 nuovi amici nel giro di una notte, che poi diventeranno 20 poi 30 e così via.
Vai a lezione, cerchi di capire cosa dicono i professori e poco a poco cominci ad apprendere la lingua e parlare con i tuoi nuovi amici diventa sempre più facile. Parli con tedeschi, belgi, olandesi, francesi e spagnoli… ti ritrovi a far parte di un caleidoscopio culturale di cui prima potevi solo immaginare l’esistenza. Prendi le prime ciucche, poi i primi mal di testa e quando arriva il Pilar si cambia registro ormai è gia il momento de…


Le meraviglie
È fatta, ormai fai parte della tribù erasmus. Uscire di casa all’una di notte il mercoldì sera comincia ad essere normale. Le sbronze aumentano e i legami son sempre più forti. Ormai capisci tutto quando vai a lezione, se vai a lezione… e il tuo cervello è tempestato da stimoli di ogni tipo, forti e fortissimi. C’è chi se ne salva e chi non se ne salverà mai più, gente irrecuperabile che ha ormai perso la via della ragione comincia a svegliarsi alle 5 di pomeriggio, mangiare kebab alle 6 di mattina e a scopare con gente a caso 7 giorni su 7. È una meraviglia del degrado psicofisco dove importa solo il godere, di qualunque cosa e in qualunque momento, godere. Viaggiare, fumare e perdersi nei bar. Ma poi ci sono gli esami, alcune persone si rivelano una delusione, i soldi scarseggiano e le relazioni si fanno complicate, cosa ci volete fare? È…


La vita
Molti tuoi amici e compagni di grandi battaglie ti salutano e se ne tornano a casa, il loro erasmus è finito e a te non resta che piangere e continuare a fare quello che sai fare meglio, festa. Ma non è più come prima. Sei più stanco, annoiato e lo studio comincia a diventare un tuo pensiero fisso. Poi per qualcuno arriva l’amore, per altri finisce ma più in generale quello che capita durante la vita… è avere problemi. Anche in erasmus la vita ti raggiunge, e dopo averti regalato questo sogno bellissimo senza pensieri, comincia a farti pressione al cervello, al cuore e allo stomaco. Ormai il treno della vita è di nuovo in corsa dopo una breve tappa nel paese dei balocchi. Manco a dirlo, l’ultimo capitolo di questa saga non è stato ancora vissuto ma già hai sfogliato il libro di qualche pagina più in la, per vedere quale fosse il disegno e il titolo dell’ultima avventura e con rammarico leggi: arrivederci Zaragoza.

domenica 23 maggio 2010

La chiave nel vento.

Il caldo di Spagna e questo violino,
la musica lontana il vento la porta.
Dalla finestra pronta ristora
manco a dirlo nel cuore riposa.

giovedì 13 maggio 2010

Axel in Zaragoza 23

AGOSTO 2009
Mamma: "Non innamorarti di una spañolita eh?"
Davide:"Non fare come Mimmo!"
Desi:"Non fare come Corrado!"
Io:"Ma che, sono scemo io?"
SI.